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VIVENDOSTORE, RISTORANTE DA ACCADEMIA

La conviviale di domenica 28 aprile ha consegnato a Vivendostore l'attestato di passaggio dell'Accademia Italiana della Cucina. La vetrofania è stata assegnata dalla Delegazione Sulmonese dell'Accademia che ha esaltato l'autenticità dei prodotti e delle ricette della tradizione culinaria della Valle Subequana.
conviviale

L’adesivo oro, verde e rosso dell’Accademia Italiana della Cucina brilla su Vivendostore. Il ristorante di Castelvecchio Subequo lo mette orgogliosamente sulla porta d’ingresso, dopo la conviviale di domenica 28 aprile che ha ospitato i membri della Delegazione di Sulmona dello storico sodalizio. “Un attestato di passaggio” dell’Accademia Italiana della Cucina, che dal 1953 seleziona i migliori ristoranti capaci di valorizzare e promuovere la tradizione culinaria del Bel Paese. Come Vivendostore.

La motivazione alla base della scelta è quella di saper raccontare ed interpretare le radici della tradizione gastronomica della Valle Subequana, attraverso ingredienti di bontà antica e ricette rimaste intatte nel tempo. “E’ stata una giornata particolare, intensa e stimolante- ha detto Patrizia Di Meglio a nome dello staff. Abbiamo ideato una proposta che ha rappresentato al meglio l’identità di un territorio. Il nostro è stato un viaggio tra ingredienti arrivati da piccole aziende quasi sotto casa che hanno impreziosito ricette rimaste antichissime. Un grande lavoro di squadra, facilitato dall’eccellenza di un territorio come il nostro. L’entusiasmo di chi ci ha visitato ne è la dimostrazione”.

“Mi ha letteralmente conquistato il fatto che i prodotti utilizzati sono una produzione artigianale e molto meno del km zero- ha detto il Delegato di Sulmona, Gianni D’Amario. Poi è vincente la formula della cucina che ripropone le ricette delle signore del territorio con le cuoche migliori del territorio, facendo rimanere intatti i sapori familiari ormai introvabili”.

Alessandro, Barbara, Teresa, Erminia, Maria Teresa: è la squadra che ha dato forza ad un progetto di sperimentazione in cucina a più mani, fatto di lunga tradizione familiare e passione pura. “Questo è il nostro punto di forza-ha spiegato ancora Patrizia Di Meglio – la nostra identità che viene dai saperi delle donne della nostra terra”.

Punto di partenza della conviviale è stato il Castello di Gagliano Aterno con una speciale visita guidata all’interno della struttura, sotto la guida dello storico Giuseppe Cera. Alla presenza del delegato Gianni D’Amario, gli accademici hanno scoperto un piccolo mondo antico, con una natura mozzafiato intorno.

La bellezza è stata il leit motiv anche a tavola, con un menù d’occasione, concordato e rigorosamente certificato dal simposiarca Antonio Santilli. Sotto la brillante supervisione di Valeria Giangiacomo della Federazione Italiana Cuochi, tecnica dell’alimentazione di VivendoStore, la cucina ha saputo elaborare una proposta del territorio a 360 gradi: i latticini di bufala del Caseificio S. Agata di Castelvecchio Subequo; il farro dell’Azienda Agricola Casasole di Castelvecchio; le confetture di Mostarda Dentro di Goriano Sicoli e il miele di Johnatan Bianchi, abbinati ai formaggi di Taverna Imperiale di Rocca Calascio; i ceci di Goriano Sicoli con lo zafferano di Navelli.

Ma è stato anche un menù dalle grandi ricette della Valle Subequana. Tra questi, il famoso Tortino Campofranco, antica preparazione del Castello di Gagliano Aterno ideata dalla signora Silvana Colamartini, cuoca per anni del Castello, e poi riadattata nella cucina moderna, conservandone tutto il gusto tradizionale. Infine il “duello culinario” tra la coratella della Valle Subequana della nostra cucina e l’entremé di Gagliano, sempre preparata da Silvana, a base di frattaglie d’agnello, con la differenza del taglio e dei condimenti.

Il passaggio alle varie pietanze è stato rigorosamente accompagnato dagli interventi del delegato Gianni D’Amario e del simposiarca Antonio Santilli. Alla fine, in salone per il giusto tributo tutti i componenti della cucina,.Un momento corale tra cucina e commensali, in cui il Delegato Gianni D’Amario ha consegnato nelle mani di Patrizia Di Meglio il prestigioso adesivo dell’Accademia.

Chiusura in dolcezza con la Pizza Dolce abruzzese, nella ricetta della Valle Subequana, e con un assaggio generoso di amaretti, confortini e letizie, i tipici biscotti simbolo di Gagliano Aterno e della Valle Subequana, riprodotti fedelmente secondo l’antica ricette delle suore Clarisse che hanno abitato il Monastero di Gagliano.

FOTO di Matteo Angelone

Barra enti Vivendostore

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