IL TUO ITINERARIO

VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA RISERVA NATURALE REGIONALE GOLE DI SAN VENANZIO – RAIANO (AQ)

La Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio è un'area naturale protetta istituita con legge della Regione Abruzzo n. 84. Copre un area di 1107 ettari, si colloca nel territorio del Comune di Raiano, in Provincia di L'Aquila. Geograficamente si situa in posizione centrale in Abruzzo e al sistema dei Parchi e costituisce un corridoio ecologico tra il Parco della Majella ed il Parco Sirente-Velino. La Riserva racchiude al suo interno due aspetti morfologici ben distinti: nella parte occidentale, quella delle Gole, il fiume Aterno scorre impetuoso tra due rilievi rocciosi a strapiombo: all'uscita del fiume dalle Gole, troviamo lo spettacolare e suggestivo Eremo di San Venanzio (meta di secolare devozione e turistica) che segna il passaggio alla verdeggiante pianura alluvionale. Nella parte orientale tutto si trasforma e diventa più dolce, i pendii diminuiscono e il fondovalle si raccorda attraverso una serie di terrazze naturali al centro abitato di Raiano. La parte delle Gole è ricca di specie di particolare interesse ambientale ed ha ottenuto il riconoscimento ambientale (S.I.C.). Nel territorio, dove la natura selvaggia dei luoghi ha preservato un habitat unico e intatto, sono presenti una grande varietà di specie floristiche e faunistiche; grazie alla presenza di aree rupestri, gli uccelli, in particolare i rapaci, hanno trovato l'habitat ideale per la riproduzione. Tra le tante peculiarità che rendono unica la Riserva, il perfetto equilibrio tra la preservazione dell'ambiente naturale e la presenza dell'uomo, con le numerose tracce lasciate nei secoli.

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Eremo di San Venanzio

Eremo San Venanzio:  L'Eremo, il cui impianto risalirebbe al XV secolo, è uno dei simboli architettonici, storico-religiosi più suggestivo e ben conservato del centro Italia. Sorge all'interno della Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio, ubicato tra le pareti delle Gole, costruito sugli speroni rocciosi a cavallo dell'impetuoso fiume Aterno, interamente circondato da una ricca vegetazione. Il Santuario, meta di frequenti pellegrinaggi, è dedicato a San Venanzio, un giovane convertitosi al Cristianesimo intorno alla metà del 200 che la leggenda vuole che insieme al suo maestro, lasciata la città natale di Camerino, nel suo vagare senza meta, arrivò presso il fiume Aterno, ove decise di ritirarsi e condurre vita da eremita. Molto suggestiva, all'interno dell'eremo è la Scala Santa, scavata nella nuda roccia che conduce ad una spelonca ove il santo faceva penitenza e dormiva e dove i fedeli vedono nella forma della roccia l'impronta del corpo di San Venanzio. Ancora viva nella tradizione raianese e dei devoti la guarigione da “contatto" con la pietra nuda dai malli delle ossa.
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acquedotto romano delle ''Uccole''

Antico acquedotto romano delle “Uccole":  È un'opera idraulica di epoca romana, scavata nella roccia, che da circa 2000 anni ad oggi, ha permesso l'irrigazione dei coltivi intorno a Raiano. Lo si raggiunge percorrendo un itinerario storico-archeologico di circa quattro chilometri che si sviluppa per la quasi totalità nello scenario selvaggio delle Gole di San Venanzio lungo il canale romano detto “via delle uccole,” così denominato per la presenza delle “uccole," una serie regolare di aperture e sfiatatoi anch’esse in roccia, adibite a fori di aerazione.
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Antico Mulino dell'Aterno

Antico Mulino dell'Aterno:  Un’importante opera di canalizzazione delle acque che si raggiunge costeggiando le rive del fiume Aterno, attraversando l'antico canale di adduzione in pietra che portava l’acqua al Mulino.  Ancora oggi, è possibile ammirare e distinguere gli antichi elementi architettonici: un sistema di archi e due delle tre ruote in pietra
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'Sorgente La Solfa'

Sorgente “La Solfa":  Un'antica sorgente da cui sgorgano le acque sulfuree di Raiano, un'ambiente particolare con mura risalenti al II secolo a.C. probabilmente frequentato già da tempi molto antichi. Queste acque sulfuree hanno anche proprietà diuretiche, purificanti e disintossicanti.
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Bosco fluviale e Chiesetta “Madonna De Contra"

Bosco fluviale e Chiesetta “Madonna De Contra": È un'antica Chiesetta campestre nelle cui mura sono incastonati elementi architettonici  di epoca romana. La si raggiunge attraversando un boschetto fluviale, straordinario equilibrio tra natura selvaggia e presenza di ambienti floristici di elevato valore. L'intero percorso è attrezzato con aree sosta e punti d'acqua.
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Le grotte sei pastori: 

Le grotte sei pastori:  Sono le piccole ed antiche abitazioni dei pastori nonché rifugio delle loro greggi, tracce della tradizione agro-pastorale molto importante in una comunità cresciuta intorno all'antica via della Transumanza.
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Strade romane e segni di popoli preistorici:

Strade romane e segni di popoli preistorici: Nella Riserva sono stati riaperti numerosi sentieri e, tra i cammini turistici proposti vi è la “Via della Storia”, il percorso che porta all'antica strada romana detta “Rava Tagliata" e alle pitture rupestri. Il sentiero inizia sulla strada tra Raiano e Vittorito, 700metri dopo il bivio per l'eremo, al di là del ponte sul fiume Aterno ed è dapprima molto ripido ma dopo 10-15 minuti di cammino muovendosi tra ulivi, pineti e spettacoli mozzafiato, si fa più dolce tra sali e scendi fino alla meta. Dopo una quarantina di minuti di cammino si inizia a intravedere il costone di roccia della “Rava Tagliata,” un tratto interamente scavato nella roccia, lungo un centinaio di metri e largo e alto circa tre metri, dove ancora oggi è possibile vedere i colpi degli scalpellini. Si narra che essa possa essere addirittura un tratto di strada dell'antica Tiburtina Valeria. Entrando sempre più all’interno della profonda Valle, si cercano le pitture rupestri, una testimonianza risalente al periodo neolitico, poste a circa due metri d'altezza e raggiungibili solo rivolgendosi a guide esperte. I graffiti rappresentano figure antropomorfe cruciformi e sono una delle prime forme d'arte realizzata dall'uomo.  
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