IL TUO ITINERARIO

CASTELVECCHIO SUBEQUO | Tutti i dettagli per un itinerario indimenticabile

Nel cuore della Valle Subequana, immerso nell’oasi naturale del Parco Regionale Sirente Velino, sorge Castelvecchio Subequo. Il borgo, posto a 496 metri di altitudine, esprime il ricco patrimonio archeologico dell’antica Superaequum, una delle tre città dei Peligni in epoca romana. La sua posizione strategica lungo la Tiburtina Valeria, lo rendeva punto di passaggio obbligato nel collegamento fra Roma e le aree interne. Le più tarde testimonianze paleocristiane sono invece rese note dalla catacomba del IV secolo d.C. La progressiva espansione in età longobarda, normanna e medievale, come evidente dai numerosi cambiamenti del nome, ha determinato la conformazione attuale. Il dominio dei Conti di Celano, fin dal XII secolo a periodi alterni, ha esercitato una forte influenza favorendo la devozione francescana sul territorio.

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Chiesa e Convento di San Francesco e Museo d'Arte Sacra

Il legame spirituale con la figura di Francesco d’Assisi induce a fermarci, come prima tappa, nella Chiesa e Convento di San Francesco*. La storia del complesso religioso, difatti, è profondamente connessa al passaggio di Francesco d’Assisi  avvenuto, secondo tradizione, nel 1216. Qui, nella notte del 25 Luglio 1298, si fermerà ad omaggiare il Santo anche Pietro del Morrone, durante il suo viaggio da Sulmona a L’Aquila ove fu incoronato Papa con il nome di Celestino V.  Nell’annesso convento trova sede il Museo d’Arte Sacra*, custode di pregevoli opere di oreficeria di scuola sulmonese.
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casa con botteghe e Casa Giorgi

Lasciando la Chiesa alle spalle e volgendosi a sinistra per raggiungere Piazza Vittorio Emanuele II, si scorge all’angolo una casa con botteghe; il porticato medievale reca lo stemma in pietra dei Conti di Celano, il cui dominio sul territorio è durato circa cinque secoli. Di fronte si nota Casa Giorgi, edificio tardo gotico, con il portale a tutto sesto e le finestre bifore che si affacciano sulla piazza del paese.

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Palazzo Valeri-Tomassetti,Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista,Palazzo Castellato

Affascinati dai decori, saliamo a piccoli passi lungo corso Umberto I, guidati da epigrafi e cornici nascoste tra i vicoli e le mura dei palazzi. Lì dove la strada si allarga, svetta imponente Palazzo Valeri-Tomassetti; la facciata, definita dal portale con bugne e cornice a toro, segue il naturale andamento della strada. Più avanti, un passaggio voltato ci introduce nel cuore del centro storico dove la Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista* (XVII Sec. - origine XI Sec.) sorge sull’omonima piazza. In origine cappella del Palazzo Castellato, situato in un vicolo sulla sinistra cui si accede attraverso una porta medievale a sesto acuto, l’antica Chiesa venne trasformata nel 1745 su commissione del principe Barberini, dopo aver acquisito il titolo parrocchiale già attorno al 1500.

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Rua San Giorgio

Percorrendo il tragitto a ritroso torniamo su corso Umberto I fin quando la strada si divide, proseguendo poi su quella di sinistra. Poco più avanti scendiamo lungo Rua San Giorgio, posta di nuovo sulla sinistra, per trovare un affresco rappresentante S. Francesco d’Assisi, S. Bernardino da Siena e lo stesso S. Giorgio che sconfigge il drago.

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Chiesa di S. Elisabetta

Si prosegue sulla strada selciata che scende verso una suggestiva piazzetta, poco più in là, ove si scorge la  Chiesa di S. Elisabetta*  (Madonna della Rivera), che nel ‘500 conservò per un breve periodo il titolo di chiesa parrocchiale.
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La Fonte

In fondo alla rua, pochi passi più avanti, si trova “La Fonte”, un tempo lavatoio pubblico, caratterizzata da quattro cannelle ancora oggi ricche d’ acqua.
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Chiesa di S. Agata

Dirigendosi verso Gagliano Aterno, per uscire dall’antico borgo, si può prendere una delle strade interpoderali dove lungo il percorso troviamo la piccola Chiesa di S. Agata* (XI-XII Sec.) con la vicina fonte medievale. Qui, nei giorni di devozione dedicati,  si compie la tradizionale immersione delle pagnotte di sant’Agata, ispirandosi ad un preesistente rito pagano, il bagno del seno delle donne, che attribuiva alle acque della fonte proprietà taumaturgiche e purificatrici.
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Catacomba paleocristiana del IV Sec d.C.*

Sulla sinistra della chiesa si accede, a breve distanza, al percorso guidato che conduce alla Catacomba Paleocristiana del IV Sec d.C.*
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