Il Castello di Gagliano Aterno tra realtà e leggenda

Ci troviamo in una delle zone più interessanti dell’Abruzzo aquilano: Gagliano Aterno, posto al centro della Valle Subequana a circa 650 m s.l.m.. In questo borgo sorge questo poderoso castello la cui origine risale concretamente nel 1328, quando Isabella d’Acquaviva, sposa del Conte di Celano Tommaso II, fece costruire sui ruderi di un’antica fortezza, questo castello, come ci attesta un’epigrafe posta sulla sommità dello scalone d’onore, situato nel cortile interno del Castello. L’edificio ha i connotati tipici delle opere difensive sviluppatesi nell’Italia centro- meridionale del XIV secolo ed è uno dei meglio conservati d’Abruzzo, con il bel loggiato con due file di finestre che si affacciano verso il paese. Il castello ha tre ingressi; quello sulla piazza del paese è anche quello principale. L’edificio ha una pianta quadrilatera e ai quattro lati presenta quattro torrioni cilindrici. E’ provvista di una doppia cinta di mura e lungo tutto il fabbricato c’è un ampio fossato che ne ricorda l’origine militare-difensiva. Presenta un ponte levatoio, uno dei pochi ancora superstiti della regione, la cui funzione era quella di permettere l’attraversamento del fossato. Tra le caratteristiche principali troviamo le numerose feritoie verticali strette lungo le mura utilizzate per controllare il nemico dall’interno ed altre invece più tondeggianti dette a “bocca di lupo” per accogliere la bocca del cannone.

Nel castello, secondo un’antica tradizione, dalla Marsica, San Francesco d’Assisi passò nella valle Subequana e restò ospite qui dei conti di Celano. Della presenza di San Francesco a Gagliano Aterno abbiamo testimonianze indirette, ma senza la sua presenza fisica in questa terra, sarebbe incomprensibile l’episodio narrato da Tommaso di Celano nel trattato dei miracoli avvenuto sulla piana Baullo. Si narra nel trattato che San Francesco, apparso in sogno ad una donna di nome Maria abbia soddisfatto la necessità di colmare l’aride sete della donna facendo sorgere una fonte dalla semplice estrazione del suolo di una felce. La devota avrebbe tratto da quell’acqua un altro giovamento: la piena capacità di vedere. La fonte di San Francesco, collocata nel trattato sulla piana di Baullo, divenne così meta di molti pellegrini. Sul luogo dell’evento oggi sorge un’altare. Ancora oggi per ricordare il passaggio di San Francesco in questi luoghi, è attiva la cosiddetta “Marcia del Creato”. Cammino che parte dalla Città di Celano e, passando per la piana di Baullo, costeggia il castello di Gagliano Aterno, per terminare poi nel luogo in cui sorge la Chiesa di San Francesco d’Assisi, Castelvecchio Subequo.

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