giovedì, 04 Giugno 2020 / Pubblicato il Gusto & Territorio

L’Abruzzo è una terra meravigliosa e ogni stagione ci regala delle vere e proprie esperienze da scoprire, molto spesso a partire dalla tavola. Proprio in questi giorni si sta aprendo la stagione della raccolta del tartufo estivo, un tubero delizioso che cresce sotto l’ombra di piante come rovere, faggio e pino. E’ una vera prelibatezza che arricchisce le nostre belle montagne abruzzesi e i nostri piatti tipici. Scopriamo insieme le caratteristiche di questa eccellenza abruzzese e la storia del tartufo in valle subequana.

Caratteristiche e coltivazione del tartufo

tartufo abruzzo

Come già accennato in precedenza questo è il momento in cui inizia la raccolta del tartufo estivo, una particolare varietà di tartufo conosciuta anche con il nome di scorzone. Il suo nome scientifico è tuber aestivum Vittad: si caratterizza per il suo color nocciola, per il rivestimento tondo e spesso e per delle venature di colore nero. La raccolta inizia all’incirca nei primi giorni di giugno e si protrae fino alla fine di agosto. Esistono anche altre varietà di tartufo, come il nero pregiato e il tartufo bianco. Si effettuano due tipi di raccolta, quella nelle tartufaie spontanee e quella nelle tartufaie coltivate: infatti, dato che l’Abruzzo è una terra che si presta a questo tipo di coltivazione, a partire dagli anni ’90 sono nate delle vere e proprie tartufaie private. In particolare nel territorio della Valle Subequana la coltivazione dei tartufi ha preso man mano piede, fino a svilupparsi al punto da avere numerose aziende in valle che producono questo pregiato tubero. Il tartufo coltivato in zona è quasi per la totalità tartufo nero pregiato (tuber melanosporum), proprio in virtù del suo elevato valore economico e commerciale. La zona più vocata alla coltivazione del tartufo nero è Contrada Solagna, una località che si trova fra la Valle Subequana e quella dell’Aterno. Denominata così per via della sua esposizione al sole e scelta proprio per questo aspetto: il tramonto tardivo infatti fa assorbire calore al tartufo, che raggiunge quindi facilmente la sua piena maturazione, a favore di un profumo e un gusto più intensi. Il clima ed il terreno fertile del nostro territorio sono particolarmente adatti alla produzione di tartufo, ottenendo un prodotto di vera eccellenza.

Viene utilizzato in molte preparazioni e generalmente in commercio lo troviamo fresco o in forma di crema o salsa tartufata per condire primi piatti, sfiziosi aperitivi o secondi di carne. Scopri le nostre specialità a base di tartufo: salse e creme tartufate, oli aromatici e condimenti. Clicca sulle immagini per essere reindirizzato nello store online di Vivendo.

La raccolta del tartufo

raccolta del tartufo in abruzzo

Molti non sanno che la Valle dell’Aterno viene definita Valle dell’Oro, proprio per via della raccolta cospicua di tartufo sul suo territorio. Molti non sanno neanche che una volta la raccolta del tartufo nel nostro territorio si faceva utilizzando come cercatore il maiale. Un tempo il maiale era prezioso per le famiglie ed era considerato una vera e propria risorsa. Veniva allevato, utilizzato in campagna e percorreva chilometri e chilometri proprio alla ricerca di questo prezioso tubero. Si partiva in piena notte con un piccolo gruppo di 4-5 persone con il maiale al seguito. Restavano anche per più giorni a caccia di tartufi, rifugiandosi in casali abbandonati o accampandosi in rifugi di fortuna. Anche il maiale, come avviene per i cani, doveva essere addestrato per la raccolta del tartufo e l’addestramento iniziava già dai primi giorni in cui il maiale veniva “adottato”. Una cosa curiosa è che veniva trattato al pari di un cane, gli si dava un nome e il maiale si abituava alla presenza umana tanto da seguire il padrone ovunque.

Il maiale girava sulle montagne e con il suo olfatto potente riusciva molto facilmente a trovare grandi quantità di tartufi. Una volta individuato il tartufo, il cavatore zappettava per estrarlo senza romperlo con un attrezzo che veniva realizzato dal fabbro del paese.

tartufo nero

Chiaramente oggi la raccolta del tartufo è cambiata: i maiali non vengono più impiegati, ma il fascino della caccia a questo prodotto prezioso resta immutato. Alzarsi a notte fonda, attraversare i boschi accompagnati da amici a quattro zampe ben addestrati, scoprire come il tartufo viene cavato dal terreno e annusare il suo profumo intenso: è un esperienza unica che oggi è possibile vivere in Abruzzo. Si possono inoltre scoprire le numerose tartuficolture, comprendere come avviene la coltivazione e i vari processi per la raccolta di questo prodotto in tartufaia. In ultimo, di certo non per importanza, si può assaporare il tartufo fresco impiegato in mille modi nei prelibati piatti tipici della cucina abruzzese.

Scopri tutti gli itinerari artistici, religiosi ed eno-gastronomici da vivere in Abruzzo, una terra meravigliosa tutta da scoprire! Clicca QUI

giovedì, 28 Maggio 2020 / Pubblicato il Gusto & Territorio

Quando si parla di talli d’aglio non tutti sanno di cosa si tratta! Eppure sono una vera e propria specialità che viene invece largamente utilizzata nelle cucine abruzzesi, soprattutto in questo periodo che coincide con la raccolta del prodotto. Sarà per la massiccia produzione del caratteristico aglio rosso di Sulmona, ma nel nostro territorio i talli sono davvero molto diffusi e utilizzati nei modi più disparati, dalle frittate ai primi piatti, per arrivare persino alle conserve che permettono di gustare la loro bontà durante tutto l’anno. Vediamo nel dettaglio cosa sono i talli d’aglio, una specialità culinaria abruzzese da conoscere.

Cosa sono i Talli d’Aglio

Qui in Abruzzo vengono chiamate volgarmente zolle d’aglio, ma il nome corretto è appunto “talli”: i talli d’aglio non sono altro che l’infiorescenza che cresce al centro della pianta dell’aglio quando è in piena maturazione. Vengono prodotti dalla pianta solo nell’arco di un periodo molto limitato e da qui l’esigenza della produzione delle conserve, ma questo lo vedremo più avanti. La raccolta si effettua manualmente fra la prima e la seconda decade di maggio ed è bene farlo la mattina presto perché l’umidità della notte ne agevola l’estrazione. Si considera un prodotto piuttosto ricercato perché solo alcuni tipi di aglio formano la zolla.

Sono filiformi e lunghi generalmente circa 20-25 cm e vengono estratti dalla pianta innanzitutto per favorire la crescita del bulbo, ma ovviamente anche perché sono molto buoni da mangiare. Profumano molto d’aglio e anche il sapore lo ricorda, ma è molto più leggero e delicato al palato. Spesso chi non ama l’aglio per il suo sapore forte, riesce invece ad apprezzare il gusto delicato dei talli d’aglio. Fra l’altro conservano le stesse proprietà benefiche dell’aglio e non è poco, se si pensa che l’aglio è un antibiotico naturale, è antibatterico e rafforza le difese immunitarie, solo per citare alcune delle sue caratteristiche principali.

Come si cucinano i talli d’aglio

Come accennato già in precedenza i talli d’aglio in cucina trovano largo uso. Pulirli è facilissimo perché basta privarli della punta e in parte della base: si utilizza solo la parte centrale che è molto tenera e facile da distinguere. E’ importante utilizzarli molto freschi. Una volta puliti possono essere impiegati in mille ricette, anche semplicemente come aggiunta ad un soffritto di sedano e carote. Essendo molto teneri si preparano velocemente e sono ideali per un condimento di pasta, per la frittata insieme a delle erbette di montagna o per insaporire contorni di verdure.

Una volta la necessità di conservare i prodotti molto a lungo portava all’esigenza di preparare le cosiddette conserve della nonna: barattoli e bottiglie di ogni tipo, da marmellate a salse di pomodoro, per poter utilizzare i prodotti dell’orto per tutto il resto dell’anno e soprattutto per non fare sprechi.

Anche le zolle d’aglio non facevano eccezione e venivano preparate per essere conservate in barattolo e a lungo; infatti, se prodotte con le dovute accortezze possono durare persino anni! Generalmente si conservano sottolio, per poi essere usate come contorno gustoso per accompagnare secondi di carne o anche semplicemente per antipasti e insalate. Un altro modo di conservarle è di creare la cosiddetta crema di talli, per poi condire bruschette o primi piatti sfiziosi.

Per gustare tutto l’anno il sapore delle conserve di zolle d’aglio prova il nostro box promozionale con all’interno le zolle d’aglio sottolio e la crema di zolle: prodotti d’eccellenza che ti faranno scoprire tutto il sapore del nostro Abruzzo. Clicca sull’immagine del prodotto per visionarlo nel nostro store.

giovedì, 21 Maggio 2020 / Pubblicato il Gusto & Territorio
benefici miele naturale utilizzo

Lo scorso 20 maggio è stata la Giornata Mondiale delle Api, una giornata dedicata a questi esserini tanto preziosi senza i quali non sarebbe possibile la vita sulla terra. Le api infatti, grazie al loro instancabile lavoro di trasporto del polline di fiore in fiore, sono indispensabili per la riproduzione di numerose piante. Non dimentichiamo inoltre che le api ci donano il loro prezioso alimento, il miele. Il miele naturale viene prodotto dalle api mellifere, che immagazzinano il nettare dei fiori per poi aggiungerlo alle proprie sostanze, per lasciarlo infine maturare nell’alveare. Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche e i benefici principali di questo alimento tanto prezioso da essere definito il cibo degli dei.

Caratteristiche e benefici del miele

produzione vendita miele abruzzese

Il miele è da sempre apprezzato come un alimento dalle molteplici proprietà benefiche e già dall’antichità era utilizzato per curare tanti disturbi fisici: testimonianze sull’uso del miele per la cura di alcune malattie sono state ritrovate in pitture ruprestri risalenti a 8000 anni fa.

Molti di noi utilizzano il miele soprattutto in inverno, per curare i mali di stagione come il mal di gola e il raffreddore. Latte e miele è il classico rimedio della nonna a cui tutti noi ci affidiamo quando dobbiamo affrontare i tipici malanni invernali. Corretto, ma il miele è utilissimo anche per curare problemi intestinali e non solo. Vediamo insieme le principali caratteristiche del miele e i vantaggi che ne apporta il suo utilizzo:

  • è un antibiotico naturale;
  • è antinfiammatorio, pertanto utile per guarire il mal di gola tipico delle stagioni fredde;
  • è ricco di polifenoli, per questo combatte l’invecchiamento e previene le malattie;
  • ha un’azione calmante per la tosse, è un ottimo sedativo per tossi grasse e secche;
  • ha un’azione antibatterica, in quanto contrasta la proliferazione dei batteri;
  • è utile a contrastare le infezioni gastrointestinali;
  • non contiene colesterolo;
  • è altamente energetico, perfetto per chi deve affrontare prove fisiche o mentalmente impegnative.

Utilizzi del Miele

Come abbiamo visto i benefici del miele sono molteplici, ma non dimentichiamo che oltre ad essere salutare è anche molto buono e utile in cucina. Il miele infatti può essere utilizzato come consuetudine nelle stagioni invernali per zuccherare thé e tisane, da sostituire al classico zucchero che come oggi sappiamo è nocivo per il nostro organismo; può essere utilizzato anche in estate per dolcificare le bevande fredde, preparati di frutta o yoghurt.

Il miele però è molto utile anche nella preparazione di dolci e biscotti. Molte ricette prevedono proprio l’utilizzo del miele fra gli ingredienti, perché (soprattutto nei biscotti) conferisce una particolare friabilità e un sapore e un profumo ineguagliabili (leggi anche Dolci di carnevale – La tradizione culinaria in Abruzzo). Come molti erroneamente pensano il miele non è ad uso esclusivo delle preparazioni dolci, viene infatti largamente impiegato anche nella realizzazione di piatti salati. Basti pensare all’ideale abbinamento con i formaggi per capire quanto il miele possa essere un ingrediente versatile in cucina.

Buono, sano, naturale. I nutrizionisti consigliano di sostituire il miele allo zucchero ove possibile, per seguire uno stile di vita ed un’alimentazione sane e nutrienti.

Il Miele d’alta quota

Esistono svariati tipi di miele a seconda della tipologia di fiore da cui viene succhiato il nettare dalle api; ed è proprio in base al fiore che il miele assume colorazioni, sapori e caratteristiche piuttosto differenti tra loro. Molti, ad esempio, non sanno quante e quali eccellenti caratteristiche abbiamo i mieli di alta montagna: si tratta infatti di mieli speciali che vengono prodotti ad alta quota, portando le arnie ad una certa altitudine e permettendo loro di prelevare il nettare da fioriture esclusivamente montane.

Conosciamo meglio le tre tipologie di miele di alta montagna prodotte nell’area del nostro Parco Sirente Velino: il Miele di Stregonia, il Miele Millefiori e il Miele di Santoreggia.

Il Miele di Stregonia è un miele monofloreale che viene ottenuto appunto dalla stregonia, un’essenza che cresce a oltre 850 m di altezza, fiorisce da maggio a luglio ed è tipica delle montagne abruzzesi. Ha un colore chiaro, rimane liquido molto a lungo e il suo sapore ha toni floreali dati proprio da questo caratteristico arbusto. Fra le sue pregiate caratteristiche troviamo le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ansiolitiche conferite dalla pianta con la quale viene prodotto.

Il Miele Millefiori è quello più comune sulle nostre tavole e, a differenza del monofloreale, le api succhiano il nettare da varie tipologie di fiori. La nostra selezione di miele di millefiori è prodotta tra le montagne aquilane, con apiari posti a oltre 850 m di altitudine. Il valore aggiunto dato dall’altitudine è che le fioriture in montagna sono diversificate ed è possibile apprezzare un miele dalle note floreali e dal sapore sempre differente, più delicato nelle fioriture primaverile, molto più intenso nelle fioriture tardive.

Il Miele di Santoreggia è anch’esso un miele prodotto in alta montagna, grazie alle api che succhiano il nettare di questo raro e piccolo arbusto che appartiene alla famiglia del timo, ma ha un profumo molto più deciso e intenso; per questo motivo è conosciuto anche come miele di timo. Ha un colore ambrato tendente al giallo quando è allo stato liquido, più scuro quando è cristallizzato.

Scopri la nostra selezione di mieli abruzzesi di alta quota, riconosciuti come Presidio Slow FoodMieli dell’Appennino Aquilano” su Vivendostore.

venerdì, 15 Maggio 2020 / Pubblicato il Eventi, Itinerari

Castelvecchio Subequo è un ridente paesino dell’entroterra Abruzzese abitato attualmente da circa 1000 abitanti; si trova nella provincia aquilana e sorge sulla sommità di una collina, ai piedi del Monte Sirente. Pur essendo un paese piccolino vanta diverse Chiese e monumenti di pregio, un borgo antico di rara bellezza e palazzi signorili di rilevanza storica. Ed è proprio l’argomento di cui vogliamo trattare oggi: i palazzi storici presenti nel borgo antico del Paese, con particolare attenzione al Palazzo Angelone.

Il Paese di Castelvecchio Subequo

Come già accennato in precedenza Castelvecchio Subequo, il cui nome deriva dall’antico territorio denominato Superaequum, è un paese che si trova nella provincia aquilana, in Abruzzo. Fa parte di un’ampia valle abbracciata dalle catene montuose e dal solco millenario del fiume Aterno, la cosiddetta Valle Subequana, fra cui troviamo anche i paesi di Goriano Sicoli, Secinaro e Castel di Ieri. E’ inoltre uno dei più importanti centri del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino (istituito nell’anno 1989), a dimostrazione del fatto che patrimonio naturalistico e patrimonio storico-culturale si fondano perfettamente nel territorio subequano. Scopri di più su Castelvecchio Subequo con il nostro itinerario cliccando qui.

Il borgo antico e Palazzo Angelone

Il centro storico di Castelvecchio Subequo conserva ancora la struttura insediativa originaria con i suoi antichi palazzi, appartenuti a importanti e nobili famiglie locali. Fra i palazzi nobiliari di Castelvecchio Subequo troviamo Palazzo Tesone, Palazzo Valeri, Palazzo Castellato, Palazzo Ginnetti-Lucchini e Palazzo Angelone.

palazzo storico castelvecchio subequo abruzzo

Palazzo Angelone (attualmente di proprietà della famiglia Acconcia di Castelvecchio Subequo) è un palazzo storico nobiliare che prende il nome dalla famiglia degli Angelone, che lo hanno abitato dall’anno 1600 circa e che poi passò nelle mani dei Samperlotti, poi ai Colabattista e agli Orsatti. Il Palazzo ha il suo accesso a piazza Campo dei Fiori e ingloba al suo interno parte del sistema difensivo medioevale, come è evidente dalla torretta che si eleva sul versante occidentale. L’edificio è composto da quattro livelli, ed è il frutto di continue modifiche apportate all’edificio negli anni: modifiche che hanno portato ad una struttura architettonica molto complessa e articolata. Il palazzo ha tre portali in pietra con chiave d’arco scolpita e al suo interno è possibile ammirare uno stemma familiare scolpito in pietra, a forma di scudo, con rappresentata un’aquila.

stemma palazzo storico abruzzo aquilano

Nei livelli superiori del palazzo ci sono gli ambienti dedicati alla residenza, che si affacciano alla corte con un loggiato che guarda verso il Monte Sirente. Al contrario, nei piani inferiori c’erano gli spazi una volta dedicati alle lavorazioni vinicole e ancora oggi possiamo vedere al suo interno gli strumenti agricoli utilizzati per la lavorazione, come il torchio in legno, il caldaio di rame e le vasche in pietra per la raccolta del mosto. Grazie anche al ritrovamento, all’interno del palazzo, di sigilli in piombo con impresso il nome della famiglia, è stato possibile stabilire che al suo interno veniva prodotto del vino in bottiglia.

Grazie all’attuale proprietario del Palazzo Angelone, sono stati rinvenuti all’interno dell’edificio vari oggetti di rilevanza storica, come una statua lignea di San Francesco (patrono del paese), una bolla reliquaria del sacerdote Samperlotti (uno dei proprietari del Palazzo), sonetti e manoscritti di varie epoche, antichi volumi, arredi funebri, vecchi utensili e strumenti di lavoro. I ritrovamenti sono stati esposti nel Palazzo stesso in occasione di “Arti e Mestieri a Palazzo”, manifestazione nata nel 2000 che si svolgeva in estate nel borgo antico del paese. In quell’occasione venivano aperti appunto i palazzi gentilizi, ma anche le cantine e le case antiche che venivano tramutate in botteghe artigiane, spazi espositivi per mostre d’arte e presentazione di prodotti locali. Proprio per via dell’esposizione di questi oggetti e strumenti antichi di lavoro, il Palazzo viene chiamato da allora Palazzo dei Ricordi. Purtroppo l’evento artistico di Arti e Mestieri a Palazzo si è interrotto a causa del terremoto che ha travolto il nostro territorio nel 2019 e che ha apportato numerosi danni agli edifici storici, compreso il Palazzo Angelone.

esposizione strumenti agricoli antichi abruzzo
mostra strumenti agricoli palazzo storico abruzzo montano

Attualmente il palazzo è sotto la sovrintendenza dei beni culturali ed è stato riconosciuto patrimonio di interesse storico da tramandare alle generazioni future. Nonostante alcuni interventi fatti sull’edificio a seguito del terremoto del 1984, considerati poco adeguati, il palazzo nella sua complessità è arrivato a noi quasi inalterato. Il suo particolare interesse storico è dato dal fatto che, pur volendo nobilitare la struttura, è viva e presente la sua matrice di struttura dedita al lavoro agricolo, in particolare la produzione vinicola.

Riviviamo insieme alcuni dei momenti della mostra espositiva di Arti e Mestieri a Palazzo in questo video, che ci mostra il borgo antico di Castelvecchio Subequo con le sue rue, i palazzi storici fra cui il cosiddetto palazzo dei ricordi e le cantine aperte per l’evento.

SCOPRI L’ITINERARIO DI Castelvecchio Subequo

TORNA SU